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Si estende per circa 55 Km2  tra il fiume Yamuna a nord, le ripide alture dei monti Vindhyan a sud, il fiume Chambal a nord-ovest e le colline tra Panna e Ajaigarh a sud-est (al confine tra gli stati indiani dell’Uttar Pradesh e del Madhya Pradesh).

 La regione emerge dalle nebbie della storia nel 9° secolo dopo Cristo: sotto il governo delle potente dinastia dei Chandella (fondatori di Khajuraho) assume un’importanza preminente nell’India centrale.

 I Bundella, da cui prese il nome la regione, vennero alla ribalta all’inizio del 15° secolo. Nel  1531 stabilirono la loro capitale a Orchha, fondata dal raja Rudra Pratap Singh.

 Dall’inizio del ° secolo, comunque, il Bundelkhand fu terreno di battaglia tra i Bundella, i maratti e i Rohillas (dinasti afgana predominante nella parte occidentale dell’attuale Ultar Pradesh).

 Nel 1602, il raja di Orchha, Bir Singh Deo, cattura e decapita Abdul Fazl, generale di Akbar, inviando la testa a Salim ( poi Jehangir), allora in guerra col padre Ahbar.

 Nel 1635 Jhuhar Singh fu scacciato da Orcha da Aurangzeb, allora sedicenne, terzo figlio di Shah Jahan. Aurangzeb fece demolire il massiccio tempio di Bir Singh Deo, facendo costruire sul posto una moschea.

 E’ nel Bundelkhand che durante l’insurrezione del 1857 si svolsero alcune delle battaglie più accanite e sanguinose con gli ammutinati guidati da figure leggendarie come la Rani di Jhansi o l’abile capo Tatya Tope.

 Molte delle perdite inglesi furono causate da colpi di calore, con una temperatura particolarmente afosa nel mese di marzo.

 I cavalieri Bundella ricoperti di armature nere, erano specializzati nell’attacco agli elefanti da guerra, in particolare quelli dei principi e generali; durante il periodo Moghul.

 Attualmente, il Bundelkhand costituisce una delle regioni indiane meno note e più interessanti sia dal punto di vista monumentale che paesaggistico. Viaggiare con i mezzi pubblici nella regione costituisce tuttora, date le condizioni delle strade, una dura prova.

 Non sempre, inoltre, è possibile reperire dell’acqua imbottigliata. D’altra parte, considerato il relativo isolamento della regione, è ancora possibile apprezzarvi la cordialità e l’ospitalità dell’India vecchio stile.

 Kalinjar, caposaldo rajput dei Chandella. Nel 1545 un razzo diretto dalle truppe di Sher Shah contro il forte, rimbalzò oltre le mura ed esplodendo incendiò la pila di razzi che avrebbero dovuto seguirlo. Sher Shah, che dirigeva le operazioni, fu orribilmente ustionato e morì poche ore dopo proprio mentre arrivava la notizia della resa del forte.

 

 Datia (immagine seguente).

35 Km da Jhansi, 74 Km a sud di Gwalior. Il monumento più interessante è il palazzo in pietra di sette piani del Raja Bir Singh Deo, contenente degli affreschi murali.

 

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Orchha (immagine seguente)

Attualmente poco più di un villaggio, 18 Km da Jhansi (UP), caratterizzata da palazzi del 17° secolo su un’isola fortificata del fiume Betwa, e da un complesso di templi ben conservati, i più antichi dei quali risalgono al 16° secolo.

 

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Deoghar (immagini pagina successiva)

Villaggio circondato dalla foresta, sovrastante il fiume Betwa che scorre in una gola spettacolare. Ricco di templi Jainisti. E’ possibile attualmente alloggiare nell’ashram Jainista. Raggiungibile da Jhansi via Lalitpur.

 

Chanderi.

 A 90 Km a sud di Jhansi, raggiungibile anche per ferrovia. Contiene rovine di palazzi, tombe, moschee e caravanserragli, tutti in stile Patan.

 

Chitraroot.

Villaggio ricco di reminiscenze dell’esilio di Rama. E’ possibile visitarli mediante minibus o jeep che partono regolarmente dal centro del villaggio.

Si può alloggiare nei Tourist Bungalows degli stati del Madhya Pradesh o dell’Uttar Pradesh.

 

 

Bibliografia

 

STANLEY WOLDERT - Storia dell’India - Bompiani, Milano, 1993

 JAON KEAY -  India: a history - Harper Collins, London, 2000

 BAMBERGASCOIGNE - The great Moghuls - Robinson, London, 2002

 CHRISTOPHER HIBBERT - The Great Muting - India 1857 - Penguin BOOKS, London, 1980

 THOMAS HOOVER -  Moghu - Mondadori -  Milano - 1989

 India -  Lonely Planet London - 2003

 

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