KALI

 

Moglie di Mahadeo, o Shiva, è apparsa per la prima volta sulla terra sulle rive del fiume Hooghli, ramo del delta del Gange, in un luogo chiamato più tardi, in ricordo dell’evento, Kali Ghat, ora Calcutta.

Qui si trova il suo tempio maggiormente onorato e qui viene ancora celebrato con i riti più solenni il suo principale festival, il Durga Puja.

Coloro che le si rivolgono con la maggiore riverenza la chiamano Kankali, o "mangiatrice di uomini" rappresentandola come tracannante enormi sorsi di sangue da uomini o demoni.

Da sola, è raffigurata come nera e brutta di aspetto; ma in compagnia del marito è sempre gentile e bellissima.

Un tempo il mondo era infestato da un mostruoso demone dal nome di Rukt Bij-Dana, che divorava gli uomini non appena creati.

Era così gigantesco che le profondità più abissali dell’oceano non superavano la sua cintola.

Kali tagliò in due questo orrendo prodigio con la sua spada irresistibile, ma da ogni goccia di sangue caduta a terra sorse un nuovo demone.

Per un po’ ella continuò a distruggerli, fino a che l’infernale progenie si moltiplicò così rapidamente che stanca e accaldata in questa impresa senza fine, ella si fermò per riposare e dal sudore calato da una delle sue braccia, creò due uomini, cui dette un rhumal o fazzoletto, comandando loro di strangolare i demoni.

Quando essi li ebbero uccisi tutti, vollero restituire il rhumal, ma la dea permise loro di tenerlo e di trasmetterlo alla posterità, con l’ingiunzione di distruggere tutti gli uomini non del loro genere.

E’ da Narsinghpur, all’inizio del 19° secolo, che il Colonnello Sleeman iniziò la sua guerra contro il bizzarro culto Hindu del thuggismo, che costò più di un milione di vite in circa 500 anni.

Kali, la dea venerata dai Thugs, era adorata anche sotto il nome di Bhowami e Devi.

A partire dal 14° secolo, i seguaci Thugs (dalla radice sanscrita sthag, che significa dissimulare, per l’abilità dei Thugs nel conquistarsi la fiducia dei compagni di viaggio) si erano diffusi sulle strade principali dell’India, impegnati nell’uccisione rituale dei viaggiatori, strangolando le loro vittime con una sciarpa gialla di seta, allo scopo di compiacere la dea Kali, assetata di sangue, oltre che a fini di rapina.

Tra i bizzarri riti dei Thugs vanno annoverati cerimonie di sacrifici dello zucchero e di adorazione del piccone; resistettero all’infiltrazione usando segni segreti e sviluppando un loro gergo particolare.

E’ stato principalmente grazie agli sforzi di William Sleeman che il thuggismo è stato spazzato via.

Durante la sua campagna negli anni 1830, approvata dal Governatore inglese, Generale Lord Bentinett, più di 400 thugs furono impiccati e circa 3000 imprigionati o esiliati, assicurando la virtuale scomparsa della malvagia setta.

Altri templi particolarmente venerati dagli adoratori della dea Kali:

Narsinghpur: 84 Km. ad Ovest di Jabalpur

Il Narsingh Mandir è un vecchio tempio, con un alveare di tunnel sotterranei. E’ qui che Sleeman ha intrappolato alcuni dei leaders dei thugs. Attualmente l’ingresso ai sotterranei è murato, per il rischio di cadute da parte dei visitatori.

Bindalchal: pochi Km da Mirzapur (Uttar Pradesh)

Cittadina di culto, vi si può giungere anche noleggiando un risciò a pedali in circa 45 minuti.

Il tempio di Kali ( Bhowani) si trova su una collina, un po’ discosto dall’abitato. Dopo quello di Calcutta, era il più venerato dai Thugs.

Di fattura semplice, quasi grezza, non è diverso da quello descritto nel 1844 dalla viaggiatrice inglese Fanny Parks.

Forte di Ater: pochi Km dal luogo della resa di Phoolan Devi, nel distretto di Bhind

Utilizzato spesso in passato dai fuorilegge della valle del Chambal come rifugio notturno e posto di avvistamento.

Mahiar Mata Temple (tempio di Mahiar, nel distretto di Satna, Madhya Pradesh)

Phoolan Devi, la "regina dei banditi" considerata popolarmente come la reincarnazione di Kali, vi si recò, accompagnata da Baba Mustaqueen, suo luogotenente, per offrire alla dea una collana d’oro, col suo nome inciso, per avere un figlio.

La collana fu nascosta in un canestro contenente una grande collana di fiori e posta attorno al collo della dea, sotto la collana di fiori.

Mascherata da una parrucca, Phoolan Devi non fu riconosciuta dai numerosi poliziotti che presidiavano il tempio e controllavano tutti i fedeli, preavvertiti dalla visita della stessa Phoolan Devi.

Questo, pochi mesi prima della resa, concordata con le autorità, di Phoolan Devi avvenuta nel distretto di Bhind, di fronte a 7000 spettatori convenuti dai villaggi circostanti, il 12 Febbraio 1983.

 

Alcuni termini usati dai Thugs:

Rhumal: striscia lunga circa 75 cm. , con un nodo alle due estremità e un nodo scorsoio a circa 45 cm. da esso, che dava modo al Thug di avere una buona presa. La vittima veniva assalita alle spalle di solito da tre thugs, due dei quali laeimmobilizzavano le braccia e le gambe.

Kodalee (Piccone): uno dei denti di Bhowani (Kali), con il quale i Thugs dovevano scavare per sotterrare tutti quelli che uccidevano. A forma di scure, del peso di circa tre chilogrammi e lunga 15 cm., aveva una sola punta, era consacrato con speciale devozione, dopo di che veniva chiamato Kussee e dato in consegna al più intelligente e al più svelto Thug della banda. Il manico di legno, per mezzo del quale veniva adoperato, si gettava via dopo che si era finito di usarlo, in modo da portarlo con sé celato sotto la fascia che fungeva da cintura senza destare alcun sospetto. Nel corso di una spedizione Thug questa sorta di piccone veniva sotterrato al tramonto in un posto sicuro, con la punta rivolta verso la direzione per la quale i Thugs intendevano proseguire il giorno seguente.

Gur: dopo un’uccisione i Thugs organizzavano una festa propiziatoria, durante la quale veniva mangiato il gur consacrato, ossia zucchero non raffinato; essi credevano che il gur non solo accrescesse il desiderio di uccidere, ma li rendesse anche più insensibili di fronte alla sofferenza delle loro vittime. Inoltre, chiunque l’assaggiasse diventava subito un Thug e rimaneva tale per tutta la vita.

 

Bibliografia

 

Sir Francis Tuker: The Yellow Scarf – J M Dent e Sons, London, 1961

John Masters: The Deceivers

James L. Sleeman: Gli strangolatori – Sugar Ed. Milano

Mala Sen: India’s Bandit Queen - Harper Collins New Delhi, 1993

Io, fiera regina dei banditi – Corriere della Sera, 16-9-1996

Fanny Parks: Wandering of a pilgrim in search of a picturesque – Oxford University Press,

Karachi, 1975

Taylor PM: Confession of a Thug - Rupa, New Delhi, 2001

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tempio di Calcutta

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bBramino del tempio di Bindalchal

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tempio di Bindalchal

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tempio di Narsinghpur

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bramino del tempio di Narsinghpur

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interno del tempio di Narsinghpur

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forte di Ater

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forte di  Ater

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tempio di Mahiar Mata

 

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