I Naxaliti

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Prendono nome dal villaggio del Nord del Bengala, di nome Naxalbari.

Sono i continuatori di un vasto movimento contadino attivo soprattutto alla fine degli anni sessanta e all’inizio dei settanta, e riaccesosi soprattutto nell’ultimo decennio.

Nell’aprile del 1967, a Naxalbari, i contadini armati di archi e frecce, avevano circondato un drappello di poliziotti e ucciso un ispettore, nel tentativo di occupare le terre incamerate, per la maggior parte illegalmente, dai latifondisti.

I comunisti erano al potere, per la prima volta, nel Bengala Occidentale e, quando la polizia sparò sui contadini, si verificò una spaccatura all’interno del partito, mentre alcuni vecchi comunisti passavano dalla parte del movimento naxalita.

Studenti ed intellettuali andavano la sera nelle fabbriche e nei ghetti di Calcutta parlando del modo di cambiare le condizioni di vita dei poveri, oppure facendo lezioni politiche sui concetti classici del marxismo, su Marx, Lenin, Mao e guidando discussioni di gruppo.

Dal 1969 gli intellettuali di Calcutta si spostarono nei villaggi.

Nel Bengala Occidentale il partito comunista ha origine antiche anche in molte zone rurali, e i capi contadini che volevano partecipare alla lotta cominciarono ad aiutare gli studenti che arrivavano nelle loro zone.

Dotati del minimo indispensabile (un lungi, un telo, una maglietta o una canottiera, un dhoti, una camicia e un paio di ciabatte) e dei soldi appena sufficienti per il biglietto di ritorno fino al centro urbano da cui erano venuti, una volta identificate le capanne dei braccianti o dei contadini poveri, affrontavano subito il problema dell’obbiettivo politico: la conquista del potere da parte del proletariato.

Quest’attività veniva chiamata Azione Guardia Rossa.

Il 1° maggio 1969, in un incontro pubblico nel Maidan di Calcutta, il grande parco al centro della città, il gruppo comunista che aveva organizzato il movimento contadino naxalita annunciò la scissione e la nascita del Partito Comunista Indiano (marxista-leninista).

Fu chiesto ai contadini di organizzarsi, di conquistare il potere politico e, nel frattempo, di confiscare la terra ai latifondisti, e più tardi le armi, per mietere con forza i campi e appropriarsi dei prodotti delle loro terre.

E infine per creare nei villaggi centri di potere contadino che si contrapponessero al potere dei possidenti.

Durante la stagione del raccolto, nella regione ci fu una grande sollevazione, nel corso della quale dal partito arrivarono le direttive sulle eliminazioni individuali.

Le uccisioni dovevano essere fatte da squadre segrete.

Questo sviluppo si accompagnò ad altri fenomeni: occupazione di college ed edifici scolastici, distruzione di laboratori e biblioteche, distruzione di statue di personaggi illustri della storia non solo bengalese: Raja RamMohan Roy, dai cui insegnamenti erano nati il rinascimento bengalese e il suo nazionalismo indiano e Vivekananda, grande maestro religioso.

Furono uccisi latifondisti nelle campagne; il primo poliziotto fu ucciso a Calcutta all’inizio del maggio 1970 con attacco dinamitardo.

Dopo qualche mese l’azione si allargò: si uccidevano i vigili urbani perché erano un bersaglio facili.

Contemporaneamente si cominciarono a uccidere gli informatori.

Mentre Vivekananda e Ram Mohan Roy venivano considerati compromessi con l’imperialismo, al servizio degli interessi dei padroni e delle classi dirigenti di allora, contemporaneamente fu coniato lo slogan:"Il Presidente della Cina è il nostro Presidente".

Si passò così da una astrazione all’altra, al suicidio culturale ed economico, a nuove costruzioni e violazioni, a una causa, in definitiva, molto lontana dalla fame dei contadini.

Nel campo dei marxisti-leninisti si verificarono ulteriori scissioni.

Altri gruppi andarono e nel 1973 il partito era diviso in venti fazioni diverse.

La polizia e le loro bande ne uccisero a migliaia.

Nel 1973 il movimento, o perlomeno quella fase del movimento, era finito.

Il 24 Ottobre 2001, il governo indiano ha promulgato leggi speciali contro il terrorismo:

Prevention of Terrorism Ordinance (POTO)

che prevedono, tra l’altro, la confisca dei beni e la prigione fino a 10 anni, in attesa di processo, per i sospetti di terrorismo.

La POTO è stata applicata, dal cinque Dicembre, anche a due organizzazioni radicali di sinistra, il Peoples’s War Group (PWG) e il Maoist Communist Centre (MCC) diffusi nell’est dell’India, prevalentemente nel Bihar e nell’Andhra Pradesh, stato dove dalle 20 alle 23 province sono considerate infestate dai naxaliti.

Trattando il problema sociale semplicemente come un problema di legge e ordine, senza adottare delle serie misure politiche, il governo indiano ha favorito, secondo l’opposizione, la ripresa delle operazioni di guerriglia da parte dei naxaliti, soprattutto nelle zone depresse e isolate del paese dove godono dell’appoggio anche delle minoranze tribali, vessati, con l’appoggio della polizia, dagli ufficiali forestali.

Anche la POTO è considerata un rimedio sintomatico, non causale, della malattia, mentre l’immediata risposta dei naxaliti è stata una serie di attacchi del PWG nell’Andhra Pradesh e nell’Orissa.

Il problema è talmente grave che almeno 800 VIP nell’Andhra Pradesh godono di protezione durante le 24 ore, a seguito della minaccia del PWG.

Entrambe le organizzazioni naxalite erano già state bandite nel 1986 nel Bihar e dal 1992 il PWG nell’Andhra Pradesh, dai rispettivi governi.

L’esperienza ha dimostrato che leggi speciali e azioni di polizia accentuano soltanto la gravità della situazione.

Mentre è difficile identificare gli appartenenti ai gruppi al bando, esistono almeno 27 gruppi di sinistra, sotto la cui copertura può operare il PWG.

Dal momento che la POTO si riferisce a gruppi nominali, PWG e MCC possono agire come negli anni ’80, cambiando sigla e organizzazione formale.

Il bando è inoltre incompleto, dal momento che non ha preso in considerazione la minaccia di altre organizzazioni similari, come il RANVEER SENA di Bhojpur, che gode di un’enorme base di supporto nelle provincie sia del Bihar che del Jharkland e il gruppo JANASHAKTI nell’Andhra Pradesh.

Le stime governative del potere di fuoco del PWG sono che attualmente esistono circa 60 squadre mobili e altamente motivate di 40 persone ciascuna.

In 125 villaggi governano parallelamente alla autorità ufficiali.

Funzionari governativi che si occupano di qualsiasi tipo di commercio, da quello del legname all’attività mineraria, pagano una tassa al PWG, proveniente dal pubblico erario, sotto minaccia di morte.

Si stima che tale "contributo" ammonti a 20 milioni di rupie (un miliardo di lire) annue.

Anche la vita politica di alcuni stati indiani è influenzata dai naxaliti, che appoggiano alle elezioni i candidati che offrono un contributo.

Mentre alcuni comandanti di squadra naxaliti vivono una vita agiata, avendo investito in alberghi, compagnie minerarie e di trasporti o altri affari in Calcutta, un anziano leader si chiede:

"Povertà, disoccupazione e sfruttamento costituiscono il nutrimento dei naxaliti. Come possiamo affrontare tutto ciò, semplicemente fornendo alla polizia maggior potere e una maggiore quantità di armi?"

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"Foresta nei dintorni di Rajgir (Sud Bihar), zona di operazione dei
naxaliti"

Bibliografia

Naipaul Vs, India, Mondadori, Milano, 1996, pagg. 281-349

Hindustan Times, 6 – 7 Dicembre 2001

The Indian Express, 8 Dicembre 2001