Sher Shah

 

Nel suo "Libro della giungla", R. Kipling raffigura Sher Shah, la tigre, come l’animale più pericoloso e con un sotteso giudizio morale negativo.

Il vero Sher Shah (1472-1545) era qualcosa di più, uno stratega imbattibile, un grande tattico e, più tardi un geniale uomo di stato.

Babur, primo imperatore Moghul, pose le basi militari dell’impero, suo nipote Akbar le fondamenta politiche e militari, Sher Shah, fondatore della breve dinastia Sur, ne pose le basi amministrative.

Sher vuole dire "tigre" nella lingua dei bihari, ma si trattava di una tigre afghana, del discendente di una stirpe nomade che aveva lasciato la regione di Kabul nel 1480 per andare in India e arruolarsi nell’esercito dei sultani Lodi.

Agli afghani, cavalieri predoni, venivano concessi piccoli poderi e la possibilità di accedere a tutte le carriere.

Nel 1512, a 27 anni, anche Sher Shah fu promosso generale dei sultani di Lodi.

Non partecipò alla decisiva battaglia di Panipat (1526), che segnò l’inizio della dinastia Moghul in India, ma si offrì di servire Badur, il primo dei Moghul, il quale lo nominò governatore del Bihar, consentendogli di combattere, il che gli fece valorosamente, al suo fianco contro i Rajputani.

Dopo la morte di Babur, il figlio ed erede Humayun per tre volte gli ingiunse di venire a Agra a giurare fedeltà, ma Sher Shah si mostrò sempre "scontroso".

Soltanto 2 anni più tardi nel 1537, Humayun decise di intervenire militarmente, ma mentre si attardava tentando inutilmente a conquistare piazzaforti secondarie, Sher Shah conquistava tutto il Bengala.

Maestro della tattica della terra bruciata, Sher Shah, ora nominatosi Sher Shah sconfisse, grazie ad uno stratagemma Humayun in una sanguinosa battaglia sul Gange (Chausa, nel Bihar) distruggendo i due terzi dell’esercito imperiale, mentre Humayun riusciva a stento a salvarsi.

Il 17 maggio 1540, a est di Agra, Humayun, anche perché abbandonato da due dei fratelli, fu definitivamente sconfitto da Sher Shah.

L’impero Moghul fondato da Babur era perduto.

Sher Shah, per l’India, non fu soltanto un nuovo padrone, fu anche uno statista di valore, il primo principe mussulmano che vide nell’India qualcosa di più di un paese nemico da depredare.

Sher Shah aveva già 55 anni quando prese il potere, ma si dedicò all’organizzazione del sistema statale indiano con l’energia di un giovane.

Fu suo il primo censimento della popolazione del subcontinente, attuato nel 1541.

Nel territorio di Sher Shah vivevano 24 milioni di persone, facendo dell’India la seconda nazione più popolosa dopo la Cina.

Nel 1541 c’erano 20 milioni di vacche, con una produzione cerealicola e di latte e derivati proporzionalmente di molte volte superiore all’attuale.

Geniale la soluzione di Sher Shah per migliorare il funzionamento dl sistema postale.

Su tutte le strade dell’immenso impero, ogni 1100 metri, furono costruite piccole capanne circondate da piccoli giardini, che vennero date in dotazione ai corrieri postali senza che vi gravassero imposte.

Come segno di riconoscimento avevano un bastone con un sonaglio: l’uno preavvertiva l’altro che stava arrivando; in tal modo una missiva percorreva almeno 264 chilometri al giorno.

Tra i meriti di Sher Shah c’è anche quello di aver migliorato la Grand Trunk Road, arteria stradale fiancheggiata da alberi e dotata di caravanserragli, fondamentale anche oggi, che unisce Calcutta a Lahore.

Per quanto riguarda la riscossione delle tasse, inizialmente i funzionari furono ricompensati con una specie di provvigione su tutte le somme riscosse, con conseguenti astuzie e sfruttamenti.

Sher Shah introdusse allora nuovi distretti amministrativi e stipendi fissi.

La sua autorità risultò rafforzata, perché fu capace di evitare che i burocrati insorgessero, cosa per lui pericolosa, visto che, pur lavorando a quelle innovazioni, non aveva mai cessato di combattere contro Humayun.

La conseguenza di queste innovazioni, tuttavia, fu lo sviluppo di una diffusa corruzione.

Con non minor rapidità Sher Shah fece sorgere la propria residenza .

In due anni vennero portati a termine gli edifici di pietra del Purana Qila (vecchio forte), in cui fu inglobata la porta già fatta erigere da Humayun; le mura di pietra, lunghe 3 chilometri, erano alte 18 metri.

La moschea di Sher Shah, in perfetto stile afghano, fu contornata da un elegante padiglione ottagonale, lo Sher Mandal, che fu la residenza del sovrano.

Ai tempi di Sher Shah erano al centro di una città con dodicimila case di legno coperto di teloni su fondamenta laterizie, specie di tende di nomadi a tre piani. Sher Shah non si trattenne a lungo nella sua residenza.

In età avanzata, continuò a cercare senza tregua di ampliare il proprio territorio.

Gli storici probabilmente non hanno esagerato, riportando che lavorava 18 ore al giorno.

Questo il racconto di un visitatore europeo: "La tenda in cui alloggiava il sovrano era molto semplice: il trono era in un angolo, zeppo di documenti, lui stava seduto davanti, su di un tappeto, alla sua destra c’erano i soldati, alla sua sinistra gli scrivani. Stava a piedi nudi e tra due dita del piede sinistro teneva delle carte concernenti gli affari civili, ivi compresa l’amministrazione della giustizia. A uno a uno prendeva i documenti, li leggeva e dettava brevi istruzioni, intrattenendosi contemporaneamente con i comandanti."

Circa 500 erano i documenti studiati ogni giorno; a questa mole di lavoro bisognava aggiungere le 40 visite quotidiane.

Per gli storici asiatici egli è un grande in potenza, perché il periodo in cui governò fu così breve da impedirgli di raccogliere là dove aveva seminato.

Nell’autunno del 1545, mentre era impegnato nell’assedio dell’imprendibile forte di Kalinjar, nel Bundelkhland, e intanto che con le dita piene di carte stava dando consigli agli ufficiali su come aggiustare il tiro delle armi da fuoco, fu ucciso da una cannonata.

 

Bibliografia

 

I Propilei, V-VI, 183-185, Mondadori, Milano, 1968

Behr Hans - Georg, I Moghul, Garzanti, Milano, 1989

Wolpert Stanley, Storia dell’India, II Edizione, Bompiani, Milano, 1993

 

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Mausoleo di Sher Shah a Sasaram (Bihar) sulla Grand Truck Road

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moschea di Sher Shah, Purana Qila, Delhi

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forte di Kalinjar

 

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