SHER SHAH e LA GRAND TRUNK ROAD

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Non sei tu che prendi la Grand Trunk Road.

E’ la Grand Trunk Road che prende te.

" Tale fiume di vita, che non esiste in nessuna parte del mondo" scrisse Rudyard Kipling circa un secolo fa di questa grande strada del nord dell'India, " la spina dorsale di tutta l’India" sulla quale egli vide "tutte le caste e i tipi di uomini….. i via vai di tutto il mondo".

Modernizzata dagli inglesi nella metà dell’ottocento, per collegare i loro possedimenti tra Calcutta e Peshawar, la Grand Trunk Road segue una strada storica percorsa da conquistatori dagli antichi Ariani ai Moghuls e dai saggi di 5 fedi, Induismo, Buddismo, Giainismo, Islam e Sikkhismo.

Rappresentando come la via simbolica della Ruota della Vita, Kipling la scelse come ambientazione del suo classico romanzo " Kim".

Il poeta dell’imperialismo inglese, tuttavia, riconoscerebbe a stento la sua amata via, dal momento che ai suoi tempi "solo carri agricoli e simili", la usavano, "trasportando senza affollamento il traffico dell’India per 1500 miglia".

Oggi sopporta uno dei peggiori traffici automobilistici del pianeta.

Su una strada asfaltata di non più di 5 metri, con strisce sudice di terra battuta ai lati, si affollano camion, autobus, automobili, inframmezzati dia carri di buoi, biciclette, risciò, motociclette numerose ed inquinanti e lenti minibus neri a tre ruote chiamati "Tempo", insieme a vacche ruminanti, cani randagi, cammelli bizzosi, un elefante o un pavone, con dei pedoni disperati che rischiano la vita nell’attraversare la strada tra veicoli che neanche rallentano.

Colora il tutto con fumo blu-nero fuoriuscito da tubi decrepiti che emettono fumi che bruciano gli occhi, inquinano i polmoni e sembrano assorbire l’ossigeno vitale.

 

 

Bibliografia

 

 

National Geographic - 17, May, 1990, 118 - 138

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