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MAHASHIVARATRI
“La
grande notte di Shiva” celebrata nel mese di phalguna (febbraio-marzo)
rievoca la comparsa del dio all’inizio dei tempi sotto forma di un
“linga” di luce (è celebrata soprattutto nei dodici luoghi santi che
ospitano queste sacre presenze luminose)
Shiva: l’aspetto paterno del divino, in azione nel mondo per far
procedere i tempi della ciclica creazione e dissoluzione delle cose; perciò
è solitamente associato alla Sakti che rappresenta il suo potere di
generazione e concepimento delle cose; rappresentato pure come il
“distruttore”, ma in senso ciclico, cioè di colui che porta a
compimento una fase perché la successiva è già pronta, perciò egli
“ri-crea” incessantemente le cose con la sua danza nel cerchio di
fuoco.
Tradizionalmente, i devoti si alzano all’alba prendendo un bagno
rituale, preferibilmente in un corso d’acqua sacro. Dopo aver indossato
nuovi vestiti i fedeli affollano il più vicino tempio di Shiva per il
bagno tradizionale allo Shivalinga.
Ogni tre ore allo Shivalinga è somministrato un bagno speciale con latte,
yogurt, miele, pasta di legno di sandalo e acqua di rosa, al canto di
“Om Namah Shivaja”. Dopo il bagno, viene applicata sul linga una pasta
rosso vermiglio.
Secondo gli Shiva
Purana, esiste una speciale significato nelle sei sostanze essenziali
usate nel culto di Shiva:
-
il bagno dello shivalinga con acqua, latte e miele, in
aggiunta con legno di melo o foglie di bel, rappresenta la
purificazione dell’anima,
-
la pasta rossa applicata al linga dopo il bagno rituale
rappresenta la virtù,
-
l’offerta di frutti simbolizza la longevità e la
gratificazione dei desideri,
-
il bruciare bastoncini d’incenso garantisce ricchezza,
-
l’accensione della lampada simbolizza il raggiungimento
della Conoscenza,
-
l’offerta di foglie di betel sottolinea la soddisfazione
per i piaceri mondani.
Lo
Shivaratri è particolarmente celebrato dalle donne hindu, dal momento che
la Dea
Parvati
(moglie di Shiva) è considerata dispensatrice di una vita
famigliare lunga e prospera.
Dal momento che Shiva è considerato un dio ascetico, molti sadhu si
radunano durante la festa, viene bevuta una bevanda detta thandai, fatta
di bhang (cannabis), cara al Dio Shiva, mandorle e latte.
Suggestiva la celebrazione di Shivaratri a Girnar (nei pressi di Junadadh,
Gujarat) e nelle vicinanze di Pachmari (Madhya
Pradesh).
In entrambi i casi si raggiunge con mezzi a motore la base della collina,
la cui sommità è raggiunta a piedi. Nel caso di Girnar la salita
richiede non meno di tre ore (1000 gradini, spesso diroccati)
e la discesa è non meno lunga e faticosa.
Gratificante la vista
in cima del paesaggio circostante e dei numerosi templi jainisti.
Per chi non se la sente
di salire a piedi, esiste un trasporto da parte di facchini; il cui prezzo
dipende dal peso. Il cliente viene collocato su un quadrato di stoffa
sorretto da quattro pali sostenuti dai facchini. A prima vista, il
trasporto appare disagevole e non del tutto sicuro.
Il
tragitto per la cima della collina di Pachmari (qui Shiva è detto Mahadeo)
è misto, ancorché
altrettanto faticoso e almeno altrettanto lungo.
L’affollamento è, se possibile, anche superiore a quello di Girnar: qui
confluiscono molti tribali e fedeli anche dal vicino Maharastra: conviene
prenotare una jeep, da non perdere di vista per il ritorno.
BIBLIOGRAFIA
Ravasi
G, Franci G R, Pistoleri A. : INDUISMO,
Milano, TCI, 2002
Cornia
Caterina : L’INDUISMO, Milano, Rizzoli, 1984
Moschini
Vincenzo: I SANTONI DEL MONTE GIRNAR, Tuttoturismo, Novembre 1992,
pagg
82-83






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