I Templi del Dio Sole (Surya)
Il culto del sole risale ai tempi vedici e, nei primi tempi del brahamanesimo, gli vennero dedicati numerosi templi in diverse parti dellIndia: i più famosi furono quelli di Martand nel Kashmir, di Mothera nel Gujarat e di Gwalior. Tuttavia Surya venne progressivamente dimenticato e sostituito, nella devozione dei fedeli, da Vishnu e Shiva, divinità che divennero sempre più importanti. Secondo lastronomo Varahamihira, vissuto nellIndia occidentale verso il VI secolo D.C., il culto del sole sarebbe stato introdotto da "magi", sacerdoti mazdeisti provenienti dalla Persia. Nel suo Brihat-samhita, egli riferisce una leggenda secondo la quale il dio-sole si sarebbe innamorato di Nikshubha, la figlia di un brahamino di nome Sujiva. Dopo averla sposata, ne avrebbe avuto un figlio, Jarasatra, da cui sarebbero poi discesi tutti i magi. Non è difficile scorgere, in questo Jarasatra, lo Zarathustra (Zoroastro) dei mazdeisti persiani. Nelle immagini, Surya viene infatti raffigurato come uno straniero proveniente dal Nord-Ovest dellIndia: porta alti stivali e, attorno alla vita, lAvyanga, il cordone sacro dei mazdeisti, o Parsi, spesso raffigurato come una sciarpa, il cui lembo ricade sul fianco. Questa divinità mazdeista, che rappresenta Mazda, la luce, venne inclusa nel pantheon brahamanico. Il tempio di Konarak, che i marinai, scorgendolo da lontano, chiamavano la "Pagoda nera", sarebbe così chiamato perché sorge in un luogo (Kona, angolo) in cui il sole (arka) si mostra indirettamente e non di fronte.
La fondazione del tempio viene attribuita al re Narasimha, che regnò sullOrissa dal 1238 al 1264, che lo avrebbe costruito in onore di Surya, il dio-sole, nella speranza di essere guarito dalla lebbra e anche, secondo certe cronache, in espiazione di un delitto da lui commesso. E probabile che questo tempio gigantesco non sia stato portato a termine.
La sua torre santuario doveva innalzarsi a più di 70 metri, ma crollò più volte, nonostante che le sue pietre fossero state connesse con uncini di ferro battuto: attualmente ne rimane lo zoccolo. Il peso delle pietre unito, verso il 1630, a un terremoto, deve aver contribuito a far crollare questo magnifico edificio. Il luogo dove fu fatto costruire il tempio dal re Narasimha corrisponderebbe a quello dove uno dei figli di Krishna, Samba, sarebbe stato guarito dalla lebbra dal dio Surya. La torre del tempio di Konarak è ormai solo un mucchio di pietre, il suo Jaga-mohana (sala dellassemblea) è rimasto in perfetto stato di conservazione, come pure la base del Nata-maudir, o sala delle feste. Tutto linsieme aveva la forma di un gigantesco Ratha (carro) del sole, comprendente ventiquattro ruote scolpite a grandezza naturale in andesite violacea con inclusioni di ferro, e riproducevano una specie di quadrante solare. Tutte le parti del tempio ancora visibili, fino alle ruote spesse più di venti centimetri, sono decorate con sculture di grande eleganza formale, esprimenti, probabilmente, il concetto metafisico del ciclo della vita, delle rinascite e, più direttamente i dodici mesi dellanno nel loro aspetto diurno e notturno. Le scene, molte delle quali erotiche, descrivono ogni sorta di animali, reali o fantastici, danzatrici, musici, processioni, naga attorcigliati, motivi floreali e leoni mitici.
Koranak dista 36 Km da Puri e 64 da Bubaneswar, i luoghi turistici maggiori dellOrissa Il tempio del sole di Mothera, in parte rovinato, fu costruito dal re Bhirudev I (1026-1027) circa due secoli prima del ben più famoso tempio di Koranak.
Come quel tempio, è stato progettato in modo che la luce del sole allalba illumini limmagine del dio Surya, durante gli equinozi. Il vestibolo principale ed il tempio sono raggiunti attraverso un colonnato; lesterno del tempio è ricoperto di fitte e belle sculture Mothera si trova a 102 Km da Ahmedabad, la principale città del Gujarat (3 ore e I/2 di autobus).
BIBLIOGRAFIA
Frédéric L., LIndia mistica e leggendaria, Neri Pozza, Vicenza, 2003 |