I Templi del Dio Sole (Surya)

 

solej1.jpg (55111 byte)

 

Il culto del sole risale ai tempi vedici e, nei primi tempi del brahamanesimo, gli vennero dedicati numerosi templi in diverse parti dell’India: i più famosi furono quelli di Martand nel Kashmir, di Mothera nel Gujarat e di Gwalior.

Tuttavia Surya venne progressivamente dimenticato e sostituito, nella devozione dei fedeli, da Vishnu e Shiva, divinità che divennero sempre più importanti.

Secondo l’astronomo Varahamihira, vissuto nell’India occidentale verso il VI secolo D.C., il culto del sole sarebbe stato introdotto da "magi", sacerdoti mazdeisti provenienti dalla Persia.

Nel suo Brihat-samhita, egli riferisce una leggenda secondo la quale il dio-sole si sarebbe innamorato di Nikshubha, la figlia di un brahamino di nome Sujiva.

Dopo averla sposata, ne avrebbe avuto un figlio, Jarasatra, da cui sarebbero poi discesi tutti i magi.

Non è difficile scorgere, in questo Jarasatra, lo Zarathustra (Zoroastro) dei mazdeisti persiani.

Nelle immagini, Surya viene infatti raffigurato come uno straniero proveniente dal Nord-Ovest dell’India: porta alti stivali e, attorno alla vita, l’Avyanga, il cordone sacro dei mazdeisti, o Parsi, spesso raffigurato come una sciarpa, il cui lembo ricade sul fianco.

Questa divinità mazdeista, che rappresenta Mazda, la luce, venne inclusa nel pantheon brahamanico.

Il tempio di Konarak, che i marinai, scorgendolo da lontano, chiamavano la "Pagoda nera", sarebbe così chiamato perché sorge in un luogo (Kona, angolo) in cui il sole (arka) si mostra indirettamente e non di fronte.

solek1.jpg (49081 byte)

La fondazione del tempio viene attribuita al re Narasimha, che regnò sull’Orissa dal 1238 al 1264, che lo avrebbe costruito in onore di Surya, il dio-sole, nella speranza di essere guarito dalla lebbra e anche, secondo certe cronache, in espiazione di un delitto da lui commesso.

E’ probabile che questo tempio gigantesco non sia stato portato a termine.

solek2.jpg (40100 byte)

La sua torre santuario doveva innalzarsi a più di 70 metri, ma crollò più volte, nonostante che le sue pietre fossero state connesse con uncini di ferro battuto: attualmente ne rimane lo zoccolo.

Il peso delle pietre unito, verso il 1630, a un terremoto, deve aver contribuito a far crollare questo magnifico edificio.

Il luogo dove fu fatto costruire il tempio dal re Narasimha corrisponderebbe a quello dove uno dei figli di Krishna, Samba, sarebbe stato guarito dalla lebbra dal dio Surya.

La torre del tempio di Konarak è ormai solo un mucchio di pietre, il suo Jaga-mohana (sala dell’assemblea) è rimasto in perfetto stato di conservazione, come pure la base del Nata-maudir, o sala delle feste.

Tutto l’insieme aveva la forma di un gigantesco Ratha (carro) del sole, comprendente ventiquattro ruote scolpite a grandezza naturale in andesite violacea con inclusioni di ferro, e riproducevano una specie di quadrante solare.

Tutte le parti del tempio ancora visibili, fino alle ruote spesse più di venti centimetri, sono decorate con sculture di grande eleganza formale, esprimenti, probabilmente, il concetto metafisico del ciclo della vita, delle rinascite e, più direttamente i dodici mesi dell’anno nel loro aspetto diurno e notturno.

Le scene, molte delle quali erotiche, descrivono ogni sorta di animali, reali o fantastici, danzatrici, musici, processioni, naga attorcigliati, motivi floreali e leoni mitici.

solek3.jpg (24797 byte)

Koranak dista 36 Km da Puri e 64 da Bubaneswar, i luoghi turistici maggiori dell’Orissa

Il tempio del sole di Mothera, in parte rovinato, fu costruito dal re Bhirudev I (1026-1027) circa due secoli prima del ben più famoso tempio di Koranak.

solem2.jpg (43854 byte)

Come quel tempio, è stato progettato in modo che la luce del sole all’alba illumini l’immagine del dio Surya, durante gli equinozi.

Il vestibolo principale ed il tempio sono raggiunti attraverso un colonnato; l’esterno del tempio è ricoperto di fitte e belle sculture Mothera si trova a 102 Km da Ahmedabad, la principale città del Gujarat (3 ore e I/2 di autobus).

solem1.jpg (33375 byte)

solem3.jpg (31828 byte)

solem4.jpg (32801 byte)

sole2.jpg (32602 byte)

BIBLIOGRAFIA

 

Frédéric L., L’India mistica e leggendaria, Neri Pozza, Vicenza, 2003