TIRUVANNAMALAI (Tamil Nadu)


La cittadina di Tiruvannamalai, a poche ore di autobus da Chennai (Madras) è un importante centro del culto di Shiva, qui riverito sotto il nome di Arunachaleswar, un aspetto del fuoco.

 

E’ chiamata anche Arunachala, “immutabile collina del fuoco sacro” da un’altura di 860 metri, ai cui piedi venne edificato nel 1560 un grande tempio, con una superficie di circa 10 ettari, dedicato a Shankara (Shiva), simbolizzato da un lingam di fuoco (Tejo-lingam).

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La leggenda narra che poiché Brahama e Vishnu erano in contrasto tra di loro per decidere quale delle due divinità fosse superiore all’altra, Shiva apparve improvvisamente tra loro sotto forma di una gigantesca colonna di fuoco.

Contemporaneamente, essi udirono una potente voce dal cielo che intimava loro di cessare la disputa, che non aveva fondamento.

Brahama e Vishnu, assunta la forma di un cigno e di un cinghiale, cominciarono subito a cercare l’origine e la fine di quello strano fenomeno, ma non essendo riusciti a concludere la loro ricerca, tornarono alla terra, riconoscendo che Shiva era loro superiore, e gli resero omaggio.

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Allora Shiva si trasformò in una montagna sacra di pietra, che fu chiamata Arunachala.

Sempre secondo la leggenda (ne esistono molte al riguardo), il grande tempio di Arunachala (qualche volta chiamato anche Sonachala, “la montagna rossa”) sarebbe stato fondato da Brahama e Vishnu.

Come la quasi totalità dei templi di stile dravidico (India del Sud), è circondato da muri dorati di Gopuram, immense porte sormontate da torri rettangolari, i cui molti piani sono adorni di migliaia di sculture che rappresentano dei del pantheon indu o personaggi leggendari.

Quello orientale, con i suoi 66 metri di altezza, è il più alto dell’India.
 

Ogni anno, durante la luna piena del mese di Karttika ( novembre-dicembre ), vi affluiscono circa mezzo milione di pellegrini che ascendono (3-4 ore sia all’andata che al ritorno) o circumnavigano la collina (14 Km.) a piedi nudi, in onore di Shiva.

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L’ultima notte del festival, i brahmini accendono un grande braciere sulla sommità della collina, probabilmente in ricordo di un antico culto del sole, il cui cocchiere, nella mitologia vedica, si chiama appunto Aruna; è certo un simbolo che ricorda l’apparizione di Shiva sotto colonna di fuoco.

Tiruvannamalai è diventato celebre anche a causa di numerosi mistici vissuti nell’ashram fondato da Ramana Maharishi, un discepolo di Ramakrishna (1879-1950).

Un inglese che lo visitò riferisce che questo santo silenzioso “possedeva una personalità divina, un indescrivibile sottile e silenzioso profumo di spiritualità”.

 
BIBLIOGRAFIA
 
FREDERIC L.- L’India mistica e leggendaria - Vicenza, 2003 - Ed. Neri Pozza
ROLLAND R.- Vita di Ramakrishna - Milano, 1992    

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